La cultura e la lettura come strumenti per ricercare la felicità: riflessioni sul Salone del Libro di Torino 

La 28esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino ha fatto registrare numeri da record più di 254.000 presenze, circa 34500 sono studenti.

Il tema di quest’anno “Il mondo salvato dai ragazzini” ha anticipato e poi centrato il primo obiettivo…far riscoprire ai ragazzi l’importanza della lettura e del ricercare nei libri anche le risposte alle grandi domande che caratterizzano le varie generazioni.

Il genere romance e i suoi sottogeneri sono stati grandi protagonisti, con una programmazione ricca ospitata principalmente nello spazio dedicato Romance Pop Up; questo segna un’evoluzione in linea con i tempi dei generi letterari presenti.

L’Oval ha raccolto le principali case editrici mentre gli altri padiglioni erano dedicati a libri meno mainstream.

Interessante anche lo stand Rai che ha dato spazio anche ai mezzi a due e quattro ruote legati all’evolversi della televisione ed in questo si può leggere anche un omaggio a Torino Capitale dell’Automotive con Stellantis.

Negli spazi esterni anche un campo da tennis per ricordare l’evento che vedrà Torino nuovamente protagonista per il Tennis gli ATP Finals.

In conclusione una riflessione…legata al layout espositivo del Salone che ha messo in evidenza frasi che fanno pensare “Meno del 18% degli Italiani legge meno di tre libri l’anno” , “Con la cultura vai ovunque!” “Forse, il primo segreto essenziale della felicità si potrebbe ancora ritrovare. L’importante è rimettersi a cercare”. Quest’ultima frase di Elsa Morante e le altre due citate vogliono essere un po’ una mission del Salone, ridare ai lettori gli strumenti attraverso la lettura per andare ovunque…e cercare…perché no…anche un po’ di felicità.

Elena Scandurra 

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